Aprile 2024

WINE NET, IL RITROVATO ORGOGLIO DELLE COOPERATIVE

The Wine Net Italian Co-op Excellence, la prima rete d’impresa composta solo da cooperative, oggi è una realtà.

WINE NET, IL RITROVATO ORGOGLIO DELLE COOPERATIVE

Elisabetta Tosi

Alcuni anni fa c’era una specie di mantra che veniva ripetuto ossessivamente in qualsivoglia contesto produttivo (e non solo): “dobbiamo unirci, dobbiamo fare squadra, dobbiamo creare sinergie”.  Lo dicevano tutti, con convinzione, quasi con un senso d’urgenza. Poi, però, nessuno lo faceva davvero e non si riusciva mai a passare dalle parole ai fatti. Nel 2017, 3 cantine cooperative (2 venete e una piemontese) decisero di provarci, e senza suonare altra grancassa fondarono la prima rete d’impresa tra cantine sociali, presentata ufficialmente durante il Vinitaly di quell’anno. Da quel giorno di anni ne sono passati già sette, il numero delle cantine aderenti al progetto è raddoppiato e altre ne arriveranno, perchè il lavoro svolto fin qui si è dimostrato un’intuizione vincente che può far bene anche ad altri. The Wine Net Italian Co-op Excellence, la prima rete d’impresa composta solo da cooperative, oggi è una realtà che riunisce 6 coop (Colli di Soligo, Cantina Pertinace, Cantina Vignaioli Morellino di Scansano,  Cantina Frentana, La Guardiense, CVA Canicattì), gestisce oltre 5000 ettari di vigneto e produce 22 milioni di bottiglie. Negli ultimi 4 anni ha registrato una crescita del 15%. La serata che ha preceduto l’inaugurazione del Vinitaly è stata l’occasione per fare il punto della situazione con un convegno moderato dal giornalista Fabio Piccoli, e che ha visto la partecipazione anche del presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella e di Luca Castagnetti, fondatore di Studio Impresa. “Per lavoro avrò creato più di 20 aggregazioni nel mondo del vino – ha detto quest’ultimo – ma The Wine Net  é un unicum nel suo settore. Queste cooperative non sono solo un gruppo, sono un gruppo che lavora insieme e fa scelte condivise, anche a costo di sbagliare. Oggi la fase del mercato é difficile: ovunque si vedono segni “meno”. Eppure quando i mercati calano, c’é sempre qualcuno che continua a crescere. Stare insieme come fanno queste cantine le mette nelle condizioni migliori per affrontare i prossimi  cinque anni, in cui bisognerà cercare lavoro, e loro hanno gli strumenti per farlo”.  “Io sono orgoglioso di collaborare con le cantine cooperative – ha dichiarato Riccardo Cotarella -.  Per un enologo è importante trovare terreni fertili in cui poter fare ricerca e da qualche anno le cooperative stanno manifestando un ritrovato orgoglio: sono più disposte a sperimentare, anche rischiando di commettere degli errori, e questo permette a noi enologi di fare il nostro lavoro con più tranquillità”. “La nostra non è un Consorzio di cantine, é un’associazione fondata sui principi della solidarietà, sulla condivisione di idee e progetti” ha ricordato Giovanni Greco, presidente di The Wine Net e della cantina CVA “. I nostri soci sono tanti piccoli produttori, con 2-3 ettari di vigneto, che hanno visto nella cooperativa l’elemento che può aiutarli a valorizzare il loro lavoro. Sono loro i custodi delle nostre biodiversità”.

Abele Casagrande, enologo e consulente con un passato da dirigente nella cooperazione vitivinicola, è il nuovo coordinatore commerciale della rete: “The Wine Net è nata per riqualificare e valorizzare i vini delle cantine cooperative, troppo spesso sottovalutati dai consumatori dal punto di vista qualitativo.  L’idea di quest’anno è cercare di provare a coordinarsi per fare sinergie commerciali, ad esempio cercando di scoprire all’interno delle varie cantine spazi per le altre – spiega Casagrande – . E già da quello che abbiamo potuto vedere, l’endorsement positivo che uno dei produttori da’ verso un altro è una raccomandazione che fa considerare le aziende sotto una luce più positiva. Certo, fare squadra significa anche risparmiare sui costi quando partecipiamo insieme a certe iniziative. Paradossalmente però non sono queste le cose più importanti – continua il consulente – Ciò che conta davvero infatti è il sostegno e la forza reciproca che ci diamo l’uno con l’altro nel rispetto del consumatore e del nostro interlocutore commerciale, dovunque si trovi”.